1. Presentazione

Salve! Mi chiamo Luca Rachetta e, a tempo perso, faccio lo scrittore.   Luca Rachetta.jpg

In realtà, a voler essere sinceri, più che “a tempo perso”, dovrei dire “a tempo guadagnato”, dato che la scrittura creativa rappresenta per me un’occasione di autentica rigenerazione spirituale dopo i travagli dell’esperienza professionale e delle più o meno solite beghe quotidiane.   

Ho cominciato un po’ come tutti, cioè come lettore di libri altrui, che inizialmente mi sono limitato ad assaporare e quindi ad apprezzare, scegliendo i miei preferiti tra quelli che mi sono dovuto sorbire per obbligo di studio (non è tutto da buttare quello che ti viene proposto da scuola e università…) e quelli cui mi sono indirizzato per “intuito” personale, affidandomi a quel sesto senso che in genere ti spinge verso gli spiriti a te affini, che siano in carne e ossa (come nel caso di una bella ragazza, preferibilmente bionda, ma, beninteso, senza nessuna forma di discriminazione verso le altre gradazioni di colore della femminea chioma…) o “cartacei” (come nel caso di un poeta o di un narratore).    

Capita poi che talvolta, se nel tuo curriculum sta scritto Liceo Classico o laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, cui magari è seguita una pubblicazione sulla rivista dell’ateneo, cominci a scavarti la testa il tarlo di essere un intenditore di letteratura, uno che può interpretare e comunicare agli altri il senso di questa o quell’opera… Se poi qualcuno commette l’errore scellerato di dirti “Bravo!”, ecco che il danno è fatto e ormai irrimediabile: sei un critico letterario! Magari un critico da cortile o da gabinetto, di quelli cioè che non riescono a propagare le proprie stitiche elucubrazioni al di là di una ristretta cerchia di amici, sodali e conoscenti, ma comunque e inconfutabilmente… “critico”!   

Eccomi allora a scrivere per la rivista Sestante articoli o piccoli saggi, a celebrare solennemente qualche conferenza, a peritarmi di inviare la mia tesi di laurea su Vitaliano Brancati ad un concorso promosso da una casa editrice, col risultato di vedermela poi pubblicata di lì a poco tempo.   

Finita lì, chiederete voi? Eh no, miei cari…! È subentrata poi un’altra complicazione… 

È successo, cioè, che le letture fatte hanno avuto su di me l’effetto di una potente trasfusione di sangue, succhiato dalle vene dei grandi autori da me letti e “travasato” senza pudore nelle sottili e rinsecchite arterie di un parassita delle altrui glorie, vale a dire del criticonzolo di cui sopra…        

Il risultato di tale empia trasfusione è rappresentato, allo stato attuale, da due raccolte di racconti brevi e da un racconto lungo, già editi presso la solita coraggiosa e autolesionista casa editrice. Agli amati pargoli già partoriti il sottoscritto, uomo senza vergogna, conta inoltre di aggiungere altro materiale già riposto nel famoso cassetto dello scrittore, più altro che sta impudicamente fermentandogli nel cervello…  

Il problema è che a furia di scrivere mi sono chiarito le idee su tante cose che potevo vedere di fronte a me o toccare con mano, ma la cui vera forma  non riuscivo a cogliere coi soli sensi, e nemmeno con l’aggiunta di una superficiale riflessione. Non che adesso ne sappia di più sul mondo o sull’umana natura, ma almeno ho riordinato le impressioni che avevo raccolto nel corso di una vita, e che ancora vado raccogliendo con la foga dell’assetato che si tuffa nella pozzanghera e nella palude per cercare di attingere quel poco di acqua pulita che si cela nell’acquitrino.   

Non so, cari visitatori e lettori, se navigate nel mio stesso acquitrino, o se il vostro mare è più pulito e aperto…   

Il presente “blog” nasce, oltre che dall’intento di farmi un po’ di pubblicità (scusate la prosaica ma tutto sommato prevedibile confessione…), dalla volontà di essere più facilmente rintracciabile dai miei lettori e di poter così comunicare con loro, per sapere cosa pensano di quello che scrivo io e per conoscere le loro idee e i loro gusti in fatto di letteratura.  

Mi raccomando, fatevi sotto! Potrebbe essere l’unica occasione a vostra disposizione per lusingarmi o tapparmi la bocca… Nel primo caso fareste contento me; nel secondo, temo, molte più persone…  

Ciao!


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