Sherlock Holmes Story (19 agosto - 15 settembre a Senigallia): entriamo nella giusta atmosfera con Uno scandalo in Boemia…

Uno scandalo in Boemia (1891) è il primo dei racconti (non la prima opera, che è Uno studio in rosso, del 1887, seguito dal secondo romanzo, Il segno dei quattro, del 1890) che Arthur Conan Doyle dedica al suo celeberrimo investigatore, vero e proprio archetipo del protagonista del giallo classico. Perché se è pur vero che, prima dell’investigatore residente al 221B Baker Street, ci fu l’Auguste Dupin di Edgar Allan Poe, Sherlock Holmes rappresenta tuttavia uno sviluppo successivo, in cui la mente deduttiva diventa personaggio in carne e ossa, con le sue qualità, i suoi limiti e le sue passioni che emergono nel corso di una narrazione distesa, racconto dopo racconto: la figura del protagonista viene così focalizzata in modo sempre più preciso con notizie affioranti da angoli remoti della sua vita e con aspetti inediti della sua natura che si palesano in situazioni fino a quel momento altrettanto inedite. Se molti autori contemporanei ricorrono all’elaborazione di “sequel” e “prequel” per arricchire il ritratto dei loro personaggi di successo, nel caso di Arthur Conan Doyle la definizione narrativa del personaggio è graduale e progressiva, come se l’idea che egli aveva di Holmes nell’opera di esordio sia andata incontro a un processo di evoluzione nel corso degli anni, come in una sorta di “work in progress”.

La silloge che ospita Uno scandalo in Boemia si intitola Le avventure di Sherlock Holmes (1892). Questo racconto ci presenta Sherlock Holmes con tutti i suoi tratti canonici: l’acume investigativo, il ricorso al travestimento e alla messinscena per sbloccare le situazioni ingarbugliate (la finta rissa e il suo finto ferimento, con tanto di effetti speciali, per entrare in casa di Irene Adler), l’uso di cocaina, una fama ormai internazionale che lo porta ad assumere un incarico propostogli addirittura dal re di Boemia. C’è tuttavia un elemento in più, che Watson sottolinea iniziando la narrazione proprio da questo aspetto inesplorato della personalità del suo amico: il rapporto con una donna. Ma non si tratta di una relazione, bensì di una fortissima attrazione intellettuale per Irene Adler, la donna ai cui danni doveva compiere la missione affidatagli da re di Boemia e che, alla fine, finisce con l’avere la meglio sulla trama architettata dallo stesso Holmes. Irene Adler, da quel giorno, è per Sherlock Holmes non “una” donna, ma “la” donna, che conquista l’investigatore con le qualità che questi mai avrebbe attribuito a una rappresentante del gentil sesso, ossia l’intelligenza e la scaltrezza abbinate a gentilezza di modi e raffinatezza di costumi.

A questo punto è lecito chiedersi quali degli aspetti sopra descritti in merito alla figura di Sherlock Holmes siano messi in luce dalla mostra Sherlock Holmes Story, che sarà inaugurata a Senigallia il 19 agosto e terrà aperti i battenti a Palazzetto Baviera sino al 15 settembre. Non rimane dunque che visitarla per soddisfare la curiosità.

L’inaugurazione della mostra è prevista per il 19 agosto, alle ore 18.30, presso l’Angolo Giallo situato nei Giardini della Scuola Pascoli. In quella occasione converseranno sul fascino e sulla storia di Sherlock Holmes il critico letterario Valerio Calzolaio, il collezionista Gabriele Mazzoni e il Presidente della Fondazione Rosellini Franco Spiritelli.

Luca Rachetta

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