Archive for agosto 2021

Sherlock Holmes Story (19 agosto - 15 settembre a Senigallia): entriamo nella giusta atmosfera con Uno scandalo in Boemia…

sabato, 7 agosto 2021

Uno scandalo in Boemia (1891) è il primo dei racconti (non la prima opera, che è Uno studio in rosso, del 1887, seguito dal secondo romanzo, Il segno dei quattro, del 1890) che Arthur Conan Doyle dedica al suo celeberrimo investigatore, vero e proprio archetipo del protagonista del giallo classico. Perché se è pur vero che, prima dell’investigatore residente al 221B Baker Street, ci fu l’Auguste Dupin di Edgar Allan Poe, Sherlock Holmes rappresenta tuttavia uno sviluppo successivo, in cui la mente deduttiva diventa personaggio in carne e ossa, con le sue qualità, i suoi limiti e le sue passioni che emergono nel corso di una narrazione distesa, racconto dopo racconto: la figura del protagonista viene così focalizzata in modo sempre più preciso con notizie affioranti da angoli remoti della sua vita e con aspetti inediti della sua natura che si palesano in situazioni fino a quel momento altrettanto inedite. Se molti autori contemporanei ricorrono all’elaborazione di “sequel” e “prequel” per arricchire il ritratto dei loro personaggi di successo, nel caso di Arthur Conan Doyle la definizione narrativa del personaggio è graduale e progressiva, come se l’idea che egli aveva di Holmes nell’opera di esordio sia andata incontro a un processo di evoluzione nel corso degli anni, come in una sorta di “work in progress”.

La silloge che ospita Uno scandalo in Boemia si intitola Le avventure di Sherlock Holmes (1892). Questo racconto ci presenta Sherlock Holmes con tutti i suoi tratti canonici: l’acume investigativo, il ricorso al travestimento e alla messinscena per sbloccare le situazioni ingarbugliate (la finta rissa e il suo finto ferimento, con tanto di effetti speciali, per entrare in casa di Irene Adler), l’uso di cocaina, una fama ormai internazionale che lo porta ad assumere un incarico propostogli addirittura dal re di Boemia. C’è tuttavia un elemento in più, che Watson sottolinea iniziando la narrazione proprio da questo aspetto inesplorato della personalità del suo amico: il rapporto con una donna. Ma non si tratta di una relazione, bensì di una fortissima attrazione intellettuale per Irene Adler, la donna ai cui danni doveva compiere la missione affidatagli da re di Boemia e che, alla fine, finisce con l’avere la meglio sulla trama architettata dallo stesso Holmes. Irene Adler, da quel giorno, è per Sherlock Holmes non “una” donna, ma “la” donna, che conquista l’investigatore con le qualità che questi mai avrebbe attribuito a una rappresentante del gentil sesso, ossia l’intelligenza e la scaltrezza abbinate a gentilezza di modi e raffinatezza di costumi.

A questo punto è lecito chiedersi quali degli aspetti sopra descritti in merito alla figura di Sherlock Holmes siano messi in luce dalla mostra Sherlock Holmes Story, che sarà inaugurata a Senigallia il 19 agosto e terrà aperti i battenti a Palazzetto Baviera sino al 15 settembre. Non rimane dunque che visitarla per soddisfare la curiosità.

L’inaugurazione della mostra è prevista per il 19 agosto, alle ore 18.30, presso l’Angolo Giallo situato nei Giardini della Scuola Pascoli. In quella occasione converseranno sul fascino e sulla storia di Sherlock Holmes il critico letterario Valerio Calzolaio, il collezionista Gabriele Mazzoni e il Presidente della Fondazione Rosellini Franco Spiritelli.

Luca Rachetta

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Dal 19 agosto la mostra Sherlock Holmes story tingerà di giallo l’estate senigalliese

sabato, 7 agosto 2021

Il personaggio di Sherlock Holmes, forgiato dalla penna di Arthur Conan Doyle, rappresenta il testo sacro del giallo classico o deduttivo. In ragione di tale autorevolezza, sulla scia dell’investigatore residente al 221B Baker Street a Londra, è fiorita nella storia della letteratura una fitta nebulosa di testi apocrifi, ossia di racconti e di romanzi scritti da autori che hanno ripreso il personaggio di Doyle e lo hanno calato in una vicenda di loro invenzione, spesso lontana dai luoghi frequentati abitualmente da Holmes.

Accadde così che Joyce Lussu, nel romanzo del 1982 intitolato Sherlock Holmes. Anarchici e siluri, lo portasse addirittura dalle parti del Conero a inizio Novecento, alla ricerca, per conto della corona britannica, di una fabbrica austro-tedesca di torpedini sottomarine.

E nell’esatte 2021 Sherlock Holmes tornerà marchigiano e prenderà domicilio a Senigallia, precisamente a Palazzetto Baviera, dove, tra il 19 agosto e il 15 settembre, sarà a lui dedicata la mostra Sherlock Holmes story, nata dalla collaborazione tra la Fondazione Rosellini per la Letteratura Popolare e il Comune di Senigallia, da dieci anni compagni di viaggio nell’organizzazione di “Ventimilarighesottoimari in Giallo”, il festival del noir e del giallo civile ormai divenuto uno degli appuntamenti più attesi dell’estate senigalliese.

Gli spazi espositivi della mostra, ideata e curata da Fabio Manini e resa possibile dal contributo di Gabriele Mazzoni, uno dei maggiori collezionisti al mondo di libri e oggettistica riguardanti il celebre investigatore, offriranno al pubblico libri antichi italiani ed esteri, spesso nella prima edizione, introvabili e pregiate illustrazioni, fumetti, giochi, francobolli e altro materiale di ambito cinematografico e musicale.

Ma non è tutto, perché il catalogo della mostra conterrà una vera chicca, ossia la storia a fumetti inedita Sherlock Holmes e il caso della Madonna di Senigallia, disegnata da Andrea Fattori su sceneggiatura di Pelagio d’Afro, nome collettivo dietro il quale si celano gli scrittori D’Emilio, Fogliardi, Papini e Fabra. Sherlock Holmes diventerà così senigalliese a tutti gli effetti, come peraltro, in occasione di mostre degli anni passati, era accaduto a Topolino, che nel numero 3161 visitò addirittura la Camera Gialla della Fondazione Rosellini, e a Dylan Dog, impelagato, dalle parti della Rocca Roveresca, in una storia di fantasmi inserita nel catalogo della relativa esposizione.

L’inaugurazione della mostra è prevista per il 19 agosto, alle ore 18.30, presso l’Angolo Giallo situato nei Giardini della Scuola Pascoli. In quella occasione converseranno sul fascino e sulla storia di Sherlock Holmes il critico letterario Valerio Calzolaio, il collezionista Gabriele Mazzoni e il Presidente della Fondazione Rosellini Franco Spiritelli.

Luca Rachetta

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“Via delle Oche” di Carlo Lucarelli: aspettando Ventimilarighesottoimari in Giallo con il commissario De Luca.

sabato, 7 agosto 2021

Il commissario Achille De Luca, partorito dalla penna di Carlo Lucarelli, è quanto di più appropriato da leggere per prepararsi a Ventimilarughesottoimari in Giallo, festival del noir e del giallo civile, che nell’edizione 2021 andrà in scena dal 19 al 26 agosto. I motivi sono essenzialmente due: il primo è che l’ambientazione delle prime avventure del personaggio di Lucarelli si colloca nel periodo fascista, proprio negli anni in cui il romanzo giallo sbarcava in Italia grazie alla Mondadori e viveva con il regime un rapporto molto travagliato, come viene raccontato nei video “L’ombra del giallo sull’Italia in nero” preparati dalla Fondazione Rosellini per la Letteratura Popolare; il secondo è invece il legame della narrativa di Lucarelli con i temi del giallo civile, come testimonia il romanzo “Via delle Oche”.

Siamo alla vigilia delle elezioni politiche del 1948, il cui esito avrà per l’Italia il valore di una scelta di campo a livello internazionale. Nel clima della Guerra Fredda, richiamata di capitolo in capitolo da citazioni di titoli giornalistici assai eloquenti a tal proposito, si svolge l’inchiesta del commissario De Luca, ora degradato a vicecommissario della Buoncostume per il suo presunto “collaborazionismo” con la polizia fascista e repubblichina. L’indagine, che prende l’abbrivio da un omicidio avvenuto in uno dei tanti lupanari bolognesi di quel tempo e si dipana seguendo il filo di una catena di delitti, viene in alcuni frangenti osteggiata, in altri sostenuta da alcuni alti papaveri della polizia collusi con il mondo della politica, che trovano nella loro professione l’occasione per favorire i propri partiti in un momento così delicato. A De Luca, però, interessa svelare l’arcano non per tornaconto politico, ma soltanto per amore di giustizia e ossequio alla dignità di una professione che rappresenta tutta la sua vita. Inevitabile, dunque, che, alla fine del romanzo, il povero protagonista, pur vittorioso nella sua ricerca della verità, venga consegnato, ancora una volta, alla condizione di vittima di quel potere che la sua professionalità aveva indotto a rispettare sempre e comunque.

“Il caso non interessa più a nessuno, commissario De Luca. Non sappiamo dove andrebbe a finire ed è stato deciso che sollevare un polverone proprio adesso sarebbe un errore politico. Io non sono d’accordo, ma mi adeguo. Mi dispiace”.

Stava per afferrare la fotografia nella scatola ma De Luca gli afferrò il braccio, appena sopra il gomito, bloccandolo.

“Come sarebbe a dire che non interessa nessuno?” ringhiò. “A me interessa… interessa a noi! Siamo poliziotti!”.

Terzo capitolo della trilogia incentrata sulla figura del commissario De Luca (i romanzi precedenti sono “Carta bianca” e “L’estate torbida”, ambientati rispettivamente in età fascista e ai tempi della Repubblica Sociale Italiana), “Via delle Oche” è consigliabile non solo ai cultori del giallo, ma anche agli amanti dei libri redatti con uno stile curato e originale. L’attenzione ai particolari, di per sé tipica del genere, nella scrittura di Lucarelli va oltre la semplice acquisizione di dati utili alla ricostruzione del caso investigativo e finisce così con l’addentrarsi nei meandri della natura umana che si nasconde dietro le espressioni e i gesti di facciata dei personaggi. E questo viene fatto dall’autore con una lingua scorrevole e puntuale nella scelta del lessico, sebbene lontana da tentazioni minimaliste tipiche di tanta scrittura odierna.

Luca Rachetta

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