Luca Rachetta su “Sestante”: Lorenzo Lotto nel numero speciale di “nostro lunedì”

sestante-2011.jpg Nell’ultimo numero di Sestante, in edicola da domani, potrete trovare, all’interno della ricca e articolata proposta culturale che contraddistingue la rivista senigalliese, un mio articolo sul numero speciale che nostro lunedì ha dedicato alla mostra romana di Lorenzo Lotto allestita presso le Scuderie del Quirinale. Aprendo la presente notizia potrete leggere il testo integrale del mio intervento. Buona lettura!

Lorenzo Lotto, L’attimo terrestre

 

Il numero speciale di nostro lunedì dedicato alla presenza di Lorenzo Lotto nelle Marche

 

La rivista nostro lunedì, già nel nome carica di suggestioni letterarie che rimandano a Kafka e a Silvio D’Arzo e che definiscono la metafora del lunedì come giorno di attività e di inizio di un percorso di conoscenza e di crescita, porta avanti dal 2002 una ricognizione attenta e appassionata sulle realtà culturali che, da Ancona, si allargano fino ad abbracciare la regione Marche nella sua interezza, ricca di storia e di esperienze artistiche spesso sottovalutate o conosciute soltanto da una ristretta cerchia di intellettuali e di addetti ai lavori. Una missione votata alla scoperta, più che alla riscoperta, se è vero che quanto diviene oggetto di rievocazione o di restauro vuole essere strappato, prima ancora che a un destino di oblio, a un presente di incuria e di indifferenza originato dall’ignoranza. Caratteristica tutt’altro che commendevole dei nostri tempi è difatti la diffusa mancanza di consapevolezza nei confronti di un patrimonio di realtà e di fermenti culturali in cui, a guardare con occhio edotto e consapevole, sarebbe possibile trovare la chiave di lettura della propria anima, almeno di quella parte di essa che tutti vediamo incisa nelle pietre del nostro borgo o respiriamo a pieni polmoni nella brezza marina che alita verso il porticciolo della nostra infanzia, o ancora sentiamo scaldarci la pelle mentre ritempriamo lo spirito sulle nostre apriche colline, ancestrali e femminee come quelle di liciniana mem

Come dice Francesco Scarabicchi, voce poetica tra le più suggestive del panorama contemporaneo e fondatore di nostro lunedì, “ogni numero affronta un tema che, a partire dal titolo intenzionalmente declinato al plurale, viene illuminato da diverse prospettive: narrativa, poesia, pittura, grafica, fotografia, musica, teatro.” Partendo da tali presupposti “plurali”, nostro lunedì, prima dell’ultimo numero speciale riservato a Lorenzo Lotto e alla sua presenza nella nostra regione, ha inanellato una serie di titoli che, passando attraverso un numero monografico focalizzato sulla figura di Franco Scataglini, culmina col trittico ideale dei numeri dal 9 all’11, dedicati rispettivamente alle “marche” e alla sua ricchezza culturale, ai “luoghi” della Marche, in un’ottica che punta a cogliere le trame profonde che legano gli artisti ai borghi, ai paesi, alle città del nascere o del vivere, e infine agli “editori”, con un’attenzione particolare a Le Edizioni d’artista di Brenno Bucciarelli, a Gilberto Bagaloni Editore e alle Edizioni l’Astrogallo del critico Carlo Antognini. Una ricchezza di interessi e di punti di vista che ha consentito a nostro lunedì, come dice ancora Francesco Scarabicchi, “di raccogliere un ampio consenso e di penetrare anche in ambiti non strettamente di settore”.

Un contributo importante, quello che nostro lunedì ha dato alla cultura marchigiana dal 2002 ad oggi e che continua a dare anche con quest’ultimo numero, il primo di una nuova fase caratterizzata da importanti elementi di continuità, quali la direzione di Francesco Scarabicchi e la progettazione e il coordinamento grafico di Francesca Di Giorgio dello Studio Lirici Greci, e da una grande novità, vale  a dire un nuovo editore, le Edizioni Aniballi di Ancona, validamente supportato dalla Regione Marche, dalla Provincia  e dal Comune di Ancona, nonché dalla Banca Popolare di Ancona,  nelle vesti da interlocutori privilegiati e sensibili alle finalità della rivista.

In concomitanza con la mostra su Lorenzo Lotto allestita a Roma nelle Scuderie del Quirinale, che ha tenuto aperti i battenti dal 2 marzo al 12 giugno 2011, nostro lunedì è uscito infatti con un numero speciale volto a ripercorrere le tappe, tanto topografiche quanto spirituali, della presenza del grande maestro nella nostra regione, tra le province di Ancona e Macerata. Ben sette comuni marchigiani (Ancona, Jesi, Loreto, Cingoli, Recanati, Monte San Giusto e Mogliano) ospitano infatti le nobili vestigia lasciate dal grande maestro del Rinascimento veneziano nel suo inquieto ma artisticamente fecondo peregrinare.

L’indagine viene condotta, secondo lo stile della rivista, attraverso gli interventi di testimoni delle Marche o alle Marche legati, a ognuno dei quali è stata affidata la trattazione di un’opera o di un aspetto della poetica del Lotto, profeta di un’inquietudine moderna che proprio nel periodo rinascimentale lasciò baluginare la propria luce, foriera di sublimi esiti artistici e intellettuali ma altresì portata a rivelare impietosamente le crepe prodotte dal dubbio nello spirito dell’epoca, ormai privo di dogmi e di rassicuranti certezze. Prende così corpo, scorrendo le pagine di nostro lunedì, una presentazione accurata ma di piacevole fruizione, non condizionata da tentazioni accademiche o specialistiche, di opere come la Madonna del Rosario di Cingoli, il Polittico di Recanati o la Pala dell’Alabarda di Ancona; una lettura vera e propria, insomma, affidata alla sensibilità poetica ed estetica più che a un armamentario di cognizioni tecnicistiche e di speculazioni erudite che peraltro avrebbero fatto perdere le tracce dell’anima tormentata del Lotto e il senso della sua modernità. Illuminanti a tal proposito sono le parole spese dal direttore  Francesco Scarabicchi nel suo editoriale, che ben evidenzia i presupposti del presente numero di nostro lunedì:

“Lotto mi parla con una immediatezza assai maggiore di quanto mi accada con qualsiasi altro artista in qualsiasi altra forma d’arte visiva”. È Bernard Berenson. Umilmente posso accodarmi e dire che sento mie le sue parole così come ho sempre sentito quel “sentimento” acuto e incancellabile. Anzi, quel sentimento s’è fatto, nel tempo, col tempo, incurabile e profondo tanto da portarmi a pensare che la presenza del Lotto nelle Marche ha mutato, non so come, non so perché, la stessa natura della percezione dettando un’altra grammatica, un’altra sintassi dello sguardo fino a noi. Lotto è più che mai un contemporaneo che, attraversando il silenzio dei secoli, è stato raggiunto dal nostro presente che non è solo un presente d’arte, ma di sensibile modo d’essere nella vita, precursore delle inquietudini di Shakespeare, anticipatore di Amleto, solitario e febbrile interrogatore del dubbio.

Presupposti che rendono il numero sulla mostra romana del Lotto quanto mai interessante e di assoluto rilevanza, non solo per lo spessore dei contenuti trattati ma anche per la competenza e l’esperienza che i curatori degli articoli possono vantare nel campo dell’arte, della letteratura e della cultura in genere, unitamente a quella passione per le cose belle che è facile percepire e che consegna alle pagine di nostro lunedì un’efficacia divulgativa preziosa quanto rara.

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